“Mike the Bike” e la RC162

La prima volta non si scorda mai. Il titolo mondiale di Hailwood con la Honda 250 nel 1961

Mike the Bike e la RC 162

Le strade della Honda e di Stanley Michael Bailey Hailwood, classe 1940, di Great Milton nell’Oxfordshire - figlio di Stan William Bailey Hailwood, importante uomo d’affari e titolare della “King’s of Oxford”, la più grande rete di vendita di motociclette ed accessori d’Inghilterra - si incrociano nel 1961 al Tourist Trophy.

Michael Bailey Hailwood, classe 1940

Mike è l’astro nascente del motociclismo inglese. Ha iniziato a correre nel 1957 nel fuoristrada ma è passato quasi subito alla velocità, dove ha bruciato le tappe. In pochi anni ha conquistato titoli nazionali a raffica vincendo in tutte le classi e facendo anche il suo debutto nel Mondiale, dove si è aggiudicato nel 1958 il suo primo GP, all’Ulster GP, in sella ad una Ducati 125 Desmo.

La sua carriera è guidata, passo dopo passo, da suo padre Stan, figura autoritaria e libertina e presenza ingombrante al fianco del figlio. Hailwood Senior lavora dodici ore al giorno concedendosi una pausa solo alla domenica, ha uno spiccato senso degli affari ed è sempre in cerca di avventure. Chi ha a che fare con lui lo definisce un affabile incantatore che riesce a motivare le persone e ad ottenere quasi sempre ciò che vuole.

Mike è l’astro nascente del motociclismo

Gli Hailwood non hanno problemi economici. Alle gare si presentano in Rolls Royce, preceduti da un furgone verniciato color crema e dalle insegne rosse con i meccanici e le moto. Ecurìe Equipe. For the Love of the Sport” si legge sulle fiancate. Sul retro invece, sempre in rosso, c’è la scritta “Here come the Mike’s bike”.

Mike, tanto veloce e spietato in pista quanto timido ed impacciato una volta sceso di sella, un po’soffre la presenza dell’ingombrante genitore che, a suon di sterline e grazie al suo atteggiamento spregiudicato, riesce sempre a procurargli le moto migliori.

Stan uscirà di scena nel 1962, quando la carriera del figlio è ormai avviata, ma prima di lasciarlo andare libero per la sua strada mette a segno il suo ultimo colpo: un contratto da pilota ufficiale per Mike con la Honda.

La trattativa viene condotta con la solita spregiudicatezza alla vigilia del Tourist Trophy. Venuto a conoscenza del nome dell’hotel in cui soggiorna a Douglas la delegazione giapponese, Stan Hailwood chiede ed ottiene un colloquio con Kiyoshi Kawashima, braccio destro di Soichiro Honda e a capo della squadra impegnata sull’Isola di Man.

Ecurìe Equipe. For the Love of the Sport

I due si conoscono. Due anni prima si erano già parlati nei box del TT e già nel precedente incontro Kawasahima era rimasto suggestionato dai modi di fare dell’imprenditore inglese che, pur di ottenere una moto per Mike, si era detto disponibile a diventare un Dealer Honda attraverso la sua catena di negozi.

Anche in questa seconda occasione Stan va subito diretto al punto. Mike sta andando forte nel Mondiale della classe 250 con una delle prime bicilindriche “clienti” che la Honda ha messo in vendita ai piloti privati all’inizio dell’anno. Il 12 maggio al Clermont Ferrand, in Francia, si è inserito fra i due piloti ufficiali della Casa giapponese che corrono con le RC162 quattro cilindri, arrivando secondo dietro all’australiano Tom Phillis e davanti al giapponese Kunimitsu Takahashi, ma si potrebbe fare di più.

Stan e Mike Hailwood

Se la Honda affidasse una 250 ufficiale a suo figlio e magari facesse saltar fuori anche una 125, dice il vecchio Hailwood a Kawashima, la “King’s of Oxford” potrebbe diventare la più importante rete commerciale della Casa giapponese per il Regno Unito, acquistando un consistente lotto di motociclette. Molte di più rispetto a quelle che aveva promesso quando si era proposto come semplice Dealer una tantum.

La squadra Honda per il 1961 in realtà è già al completo perché oltre a Phillis e Takahashi sono stati ingaggiati anche Jim Redman e Luigi Taveri, ma la proposta è allettante. Il team manager giapponese fa mettere tutto per iscritto e Stan Hailwood torna da Mike con due moto, rimediate in qualche modo tra il materiale portato sull’Isola di Man.

La quarto di litro viene assemblata rapidamente con i ricambi disponibili, mentre la ottavo di litro è la moto di riserva di Taveri, costretto a cederla malvolentieri al nuovo arrivato.

Anche se i bookmakers non lo prendono minimamente in considerazione, Mike stupisce tutti e termina le sue due prime gare da pilota ufficiale Honda con altrettante vittorie, regalando alla Casa giapponese i suoi primi successi sull’Isola di Man.

Hailwood pochi giorni dopo è in testa anche allo Junior TT con una AJS, ma è costretto al ritiro all’ultimo giro dalla rottura di una biella, quando ormai il suo vantaggio su Phil Read ha ormai superato i due minuti.

La delusione è grandissima, ma ha subito modo di rifarsi nel Senior TT. Il duello è fra lui e Gary Hocking con la MV Agusta. Sulla carta non c’è storia, ma fin dai primi chilometri Mike con la sua Norton vecchia di tre anni, mette sotto pressione il pilota rhodesiano.

Che prima arriva lungo in una curva perdendo la leadership della gara e poi vede andare in fumo il suo tentativo di recupero per un problema alle candele. Hailwood vince così la sua terza gara in una settimana sull’Isola di Man.

Mike stupisce tutti
Gary Hocking
Hailwood con RC174 350

Dopo il Tourist Trophy del 1961 Mike non è più il ricco figlio di papà dotato di talento, bensì un fuoriclasse che alla fine della stagione si laurea campione del mondo della 250 con la RC162 quattro cilindri davanti al compagno di squadra Tom Phillis.

Il suo ruolino di marcia è impressionante. Due settimane dopo il TT vince ad Assen infliggendo distacchi pesantissimi a McIntyre e Redman che gli finiscono alle spalle. A Spa Francorchamps è terzo dietro a Redman e a Phillis ma poi è di nuovo primo al Sachsenring e all’Ulster GP.

Al Nazioni di Monza cede ancora il passo a Redman, ma precede sul traguardo Phillis che resta il suo rivale diretto in classifica e poi il 17 settembre sullo stradale di Kristianstad, vincendo il GP di Svezia, si laurea campione del mondo con un GP d’anticipo sulla fine della stagione, regalando alla Honda il primo titolo iridato della sua storia.

Un mese dopo in Argentina anche Tom Phillis diventa campione del mondo della 125, ma è Hailwood quello che resterà negli annali.

Con il titolo arriva un nuovo contratto da pilota ufficiale.

Hailwood però non lo firma con la Honda, perché la Casa giapponese non partecipa ancora al Mondiale 500, ma a sorpresa lo fa con la MV Agusta. Che quando si tratta di sostituire John Surtees - passato ormai a tempo pieno all’automobilismo – si ricorda della sua impresa al Senior TT e nel 1962 lo affianca a Gary Hocking.

In Honda “Mike the Bike” tornerà alla fine del 1965, con quattro titoli mondiali della 500 in tasca, perché in MV Agusta la convivenza con il neoacquisto Giacomo Agostini è diventata impossibile.

Nelle due stagioni seguenti dominerà il Mondiale della 250 e quello della 350 con le incredibili sei cilindri RC166 e RC174 e mancherà invece quello della 500 con la scorbutica e potentissima RC181 a quattro cilindri. Ma questa è un’altra storia.